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Marocco: tra i principali esportatori di energia solare entro il 2050

Quando si parla di energie rinnovabili e di conversione delle fonti energetiche, si parla quasi sempre di Europa, Stati Uniti, Cina e Russia. L’informazione di settore, focalizzata sulle decisioni e le politiche delle super potenze, tende a dimenticare che altre parti del pianeta dispongono di risorse enormi, quando si tratta di energie rinnovabili. E ora che l’Europa si avvia a pianificare un futuro senza combustibili fossili, pare che gli equilibri internazionali saranno in qualche modo modificati in termini di paesi esportatori e importatori di energia. Nello specifico, alcuni paesi nordafricani, fra cui il Marocco, potrebbero diventare fra i principali esportatori di energia solare ed eolica.

Il sole e il vento d’Africa potrebbero dare energia a tutta l’Europa

Il Sahara è una delle zone più calde e soleggiate del mondo e tutto il continente africano in generale presenta un potenziale smisurato dal punto di vista della produzione di energia solare. Anche l’energia eolica potrebbe, nel breve periodo, diventare uno dei punti di forza dell’Africa settentrionale. Il programma di alcuni paesi particolarmente impegnati su questo fronte, come il Marocco, è quello di soddisfare tutto il fabbisogno energetico con queste due fonti entro il 2050. L’Europa guarda con interesse a questa possibilità e la Germania ha già firmato un accordo proprio con il Marocco per la realizzazione congiunta di un primo impianto per la produzione di idrogeno pulito mediante energie rinnovabili. Si stima che questo primo progetto pilota possa ridurre le emissioni di CO2 in ragione di 100k tonnellate. Diventa espositore per il settore energia

Il primato del Marocco

Il più grande impianto a energia solare del mondo, al momento, si trova in Marocco, nella zona di Noor Ouarzazate, e genera una potenza di 580 megawatt. Si tratta di una struttura impressionante, con una gigantesca torre nella quale viene convogliata l’energia solare accumulata da una vasta distesa di pannelli. Questo progetto, finanziato in parte con fondi europei e costruito con l’aiuto di imprese provenienti dalla Spagna, è stato realizzato prima di tutto per soddisfare il mercato interno, rendendo indipendente il Marocco sul fronte energetico. Nei prossimi anni, il paese ha in programma di avviare esportazioni anche in altri paesi africani.

Equilibri internazionali in gioco

Gli equilibri internazionali che siamo abituati a conoscere dipendono in larghissima parte dai rapporti di forza in termini di produzione e smistamento energetico. Fino a pochi anni fa, questi rapporti si articolavano principalmente intorno al mercato del petrolio, determinando lo sfruttamento selvaggio di risorse finite, spesso con gravi danni agli ecosistemi e alla salute degli abitanti delle zone dalle quali le risorse venivano estratte, che si impoverivano a beneficio di poche elite, mentre le risorse stesse venivano fruite in altre parti del mondo e gestite da compagnie straniere. In un mondo indipendente dai combustibili fossili, il mercato dell’energia potrebbe somigliare molto a quello odierno dei gas naturali, con la significativa variabile determinata dal fatto che le risorse naturali in questione non sono finite, ma rinnovabili. Questo vuol dire che, con adeguati interventi sugli impianti, è perfettamente possibile beneficare tanto i paesi nei quali le risorse vengono accumulate quanto quelli verso cui vengono esportate.

Pubblicato il 23-11-2020

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